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giovedì 4 aprile 2019

MIRA, IL SINDACO DORI E L'ASSESSORE SACCO PREOCCUPATI PER IL FUTURO DELL'OSPEDALE DI DOLO



Il Comune di Mira esprime preoccupazione sulle scelte e i contenuti espressi nelle Schede ospedaliere della Regione riguardanti il Distretto di Dolo Mirano dell’Ulss 3 Serenissima, dove vengono tagliati complessivamente 149 posti letto e 3 primariati. In particolare, l'ospedale di Dolo è quello che risulta maggiormente penalizzato con 104 posti letto e 4 primariati in meno. Questo comporterà un ridimensionamento e una carenza dei livelli di assistenza sanitaria in un vasto territorio, la Riviera del Brenta, popolato da circa 130.000 abitanti, probabilmente costringendo la popolazione rivierasca a cercare risposte in altri ospedali e in altre aziende sanitarie.

“I cittadini della Riviera non sono cittadini di serie B. Senza posti letto, senza Punti nascite e attività Chirurgica non c’è futuro per l’ospedale”, spiega il sindaco Marco Dori.

L'11 dicembre 2018 il Comune di Mira aveva approvato all'unanimità un documento con il quale chiedeva nuovi investimenti per il presidio ospedaliero di Dolo, la ripresa con sollecitudine dei lavori sul Pronto Soccorso, come recentemente assicurato dalla Direzione generale dell’Ulss e il mantenimento a Dolo dell'Ospedale per acuti, ora classificato come ospedale "Spoke" dalle schede ospedaliere.

“L'ospedale di Dolo - afferma l’assessore alle Politiche sanitarie e Servizi alla Persona Francesco Sacco - è l'unica grande sede ospedaliera con reparti chirurgici e internistici esistente tra Padova e Mestre. E’ baricentrico anche tra Piove di Sacco e Mirano e da sempre ha attratto migliaia di utenti da altre Ulss proprio per le sue specialità, ma anche come ospedale per urgenze, emergenze e traumatologia, con oltre 44.000 accessi annui al Pronto Soccorso, reparto che viene subito dopo quello di Mestre”.

Il settore Materno Infantile è l'altra realtà costruita nel tempo con le professionalità e le grandi esperienze di formazione padovana, con una attività di circa 600 parti l'anno e con un settore completo di Ostetricia a Ginecologia riconosciuto nelle precedenti schede come Unità Operativa Complessa con letti per Patologia neonatale e collegato ad un buon reparto di Pediatria, situazione ora destinata a cambiare. “Le preoccupazioni – sottolinea l’assessore Sacco – sono motivate non solo dal drastico e ingiustificato taglio dei posti letto, ma anche dalla perdita dell'Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia che, di conseguenza, viene a depotenziare il reparto col taglio di 15 posti letto tra Ostetricia e Ginecologia , 14 posti letto di Pediatria e riducendo da 8 a 2 i posti letto di Patologia Neonatale. Si chiede, pertanto, il mantenimento del Settore Materno Infantile e l’Unità complessa di Ginecologia e Ostetricia, le figure apicali e un numero adeguato di posti letto per non compromettere i servizi alla popolazione”.

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