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venerdì 9 dicembre 2016

EMERGENZA ABITATIVA: IL COMUNE METTE IN CAMPO IL MASSIMO SFORZO

“Il problema dell’emergenza abitativa è sempre più sentito. I nostri Servizi Sociali continuano a ricevere richieste d’aiuto e noi stiamo facendo il possibile per andare incontro a tutti, ma siamo davvero sicuri che dietro ogni richiesta ci sia un bisogno reale? In alcuni casi abbiano notato da parte di alcune famiglie atteggiamenti strumentali e pretestuosi, nonostante la nostra massima collaborazione”.

Fine anno: tempo di bilanci e di riflessioni. L’assessora al Sociale Francesca Spolaor fa il punto della situazione sull’emergenza abitativa, che ha portato l’amministrazione ad assegnare in un anno circa 42mila euro di contribuiti fornendo alloggi per una trentina di casi. Al tempo stesso, però, Francesca Spolaor lancia un messaggio: ”Accanto a situazioni di emergenza abitativa ci capitano dei casi che ci portano a domandarci se veramente vi sia un reale bisogno di supporto. Staremo sempre più attenti a queste situazioni”.

“In questi ultimi giorni ad esempio ci è capitato un caso di una famiglia con figli sfrattata che è stata supportata con ogni strumento a nostra disposizione – spiega l’assessora Spolaor -. L'assistente sociale ha individuato, con fatica, un alloggio temporaneo per un costo mensile di 350 euro (supportato dal Comune), ma questa coppia ha rifiutato la proposta perchè la casa è troppo piccola per loro. Ricordo inoltre un caso di una coppia che nel corso degli anni ha rifiutato l'alloggio Erp per motivazioni che io non avrei nemmeno il coraggio di dire, se avessi veramente bisogno di una casa: ci siamo sentiti rispondere che l’abitazione non aveva il garage e che la cucina era posizionata male. Noi – prosegue l’assessora Spolaor – tuteliamo naturalmente prima di tutto le famiglie con minori a carico, ma spesso abbiamo l’impressione è che i bambini stessi siano usati da alcune famiglie per non darsi minimamente da fare per cambiare la propria situazione. Chiedono il nostro aiuto in termini di pretesa e manifestano atteggiamenti assolutamente poco collaborativi. In alcuni casi c’è poi un assistenzialismo che si protrae da generazioni: gli aiuti dei Servizi Sociali a volte vengono vissuti dalle famiglie come una sorta di diritto acquisito”.

Nel corso dell'anno sono stati assegnati dal Comune di Mira contributi per circa 42mila euro a sostegno di situazioni di disagio abitativo. Tali contribuiti servono a supporto nel pagamento degli affitti corretti e al pagamento di affitti arretrati nei casi di rischio-sfratto.
Il Comune è intervenuto inoltre fornendo un tetto ad una trentina di casi, tra assegnazione di alloggi ater, alloggi comunali utilizzati come alloggi "parcheggio" di ospitalità temporanea e inserimenti negli alloggi in coabitazione maschile o femminile. I Servizi Sociali stanno inoltre lavorando per attivare un ulteriore alloggio maschile in condivisione, visti i continui casi di emergenza abitativa di maschi adulti .
Spesso chi riceve contributi dal Comune riceve supporti e agevolazioni anche da parte di altri enti ed associazioni, come Suor Armanda e Caritas.

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